Fabio Panetta, dirigente della BCE, vuole vietare il mining di bitcoin

Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre 2022

Fabio Panette, un importante dirigente della Banca Centrale Europea (ECB), vuole vietare il mining di bitcoin nell’Eurozona. Il motivo, ovviamente, è il trito argomento del clima, che nel frattempo può essere confutato con molte applicazioni interessanti.

Divieto di estrazione di bitcoin

In occasione dell’Insight Summit della London Business School del 7 dicembre, Panetta ha sottolineato quanto segue: “I token con un’eccessiva impronta di carbonio dovrebbero essere vietati”. È chiaro che con questa frase il dirigente della BCE si riferisce al bitcoin.

Ciò che Panetta dimentica è che oltre il 50% dell’intera rete Bitcoin funziona con l’energia rinnovabile tanto amata dai politici europei. Inoltre, molti operatori dell’industria petrolifera e del gas hanno scoperto che grazie al bitcoin possono emettere molta meno CO2.

Prendiamo ad esempio la ExxonMobil, che utilizza il mining di bitcoin per evitare di dover bruciare la produzione di gas in eccesso. La combustione in torcia del gas significa letteralmente bruciarlo per niente, perché non ci sono alternative economicamente interessanti.

Il mining di bitcoin consente all’industria del petrolio e del gas di vendere i gas in eccesso emettendo meno CO2 durante la loro lavorazione. Infatti, il mining di bitcoin riduce le emissioni di CO2 rispetto alla semplice combustione dei gas.

Energia rinnovabile

Infine, torniamo alle energie rinnovabili. Se siete un sostenitore della transizione verso le energie rinnovabili, avrebbe senso anche essere un sostenitore del mining di bitcoin.

Uno dei problemi delle energie rinnovabili è infatti la loro imprevedibilità. Dopo tutto, l’energia rinnovabile dipende dai capricci della natura. Soffia molto? Allora i mulini a vento generano molta energia.

Per inciso, questo non significa che la rete elettrica possa utilizzare tutta l’energia. Una parte dell’energia prodotta dalle turbine eoliche va persa per questo motivo, semplicemente perché la domanda non c’è ed è praticamente impossibile immagazzinarla a lungo.

Ciò significa che il produttore deve buttare via quell’energia. A meno che non colleghi dei minatori di bitcoin al suo parco eolico, perché in questo caso può utilizzare la sovrapproduzione per estrarre bitcoin. In questo modo l’energia non va sprecata e i margini dei produttori di energia rinnovabile aumentano.

Il Bitcoin rende quindi l’energia rinnovabile più redditizia e ha il potenziale per essere un catalizzatore di investimenti nelle energie rinnovabili. Può rendere gli investimenti nelle energie rinnovabili un po’ più attraenti.

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