Il fondo speculativo vuole che Grayscale inizi a vendere bitcoin

Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre 2022

Il fondo speculativo Fir Tree ha fatto causa a Grayscale. Il problema è il modo in cui opera il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC). L’hedge fund vuole un’indagine sulla possibile cattiva gestione e sui conflitti di interesse.

Azione legale contro Grayscale

Fir Tree vuole innanzitutto che Grayscale riprenda i rimborsi, come riporta Bloomberg. Inoltre, chiede che le commissioni del fondo vengano ridotte.

GBTC è una quota del più grande fondo di criptovalute quotato al mondo. Nel fondo sono presenti 10,7 miliardi di dollari di bitcoin. Questo permette agli investitori statunitensi di avere un’esposizione al movimento del prezzo del bitcoin senza doverlo acquistare personalmente.

Attualmente, è possibile acquistare un’azione GBTC con un enorme premio negativo del 43%.

Fir Tree sta cercando informazioni sulla relazione tra Grayscale e la società madre Digital Currency Group.

Nella sua denuncia, l’hedge fund con sede a New York ha affermato che circa 850.000 investitori al dettaglio sono stati “ingannati dalle azioni ostili agli azionisti di Grayscale”.

Tasse e premi

Essi chiedono inoltre che i rimborsi riprendano. Questo, in realtà, non è possibile. Non verrà venduto alcun bitcoin dal fondo, ma il valore delle azioni scenderà man mano che l’interesse diminuirà.

Se questa vendita avverrà, ci saranno delle conseguenze: il premio andrà verso lo zero (il che è positivo per la fiducia nel prodotto), mentre potrebbe anche esserci un’enorme pressione di vendita sul mercato (a causa del rilascio di bitcoin).

Inoltre, Fir Tree vuole che le commissioni vengano abbassate. Queste ultime sono attualmente pari al 2%.

Un portavoce di Grayscale ha risposto che “rispettano le opinioni degli azionisti e sono felici di impegnarsi in discussioni sui dettagli del prodotto e del modello operativo”.

Nel frattempo, Grayscale sta cercando con tutte le sue forze di trasformare GBTC in un ETF di bitcoin. Tuttavia, la proposta è stata finora respinta ogni volta dalla Securities and Exchange Commission statunitense. In questo modo si risolverebbe anche il problema del premio negativo e si potrebbero ridurre i costi.

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