Lobbying e criptovalute. Ecco la società che ha speso di più nel 2020

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio 2021

Negli Stati Uniti, è risaputo, i partiti politici non hanno accesso ai finanziamenti pubblici. Per sostenersi devono ricorrere a finanziamenti privati da parte di gruppi estranei alle istituzioni: le lobby.
Le lobby fungono da supporto ai partiti e ne determinano in parte le scelte grazie al loro potere economico. Le donazioni da parte delle lobby sono tutte trasparenti e rendicontate e per questo siamo in grado di conoscere quali sono le spinte determinanti per le scelte dei diversi partiti.

Criptovalute, una potente novità nel mondo delle lobby

All’interno dei gruppi economici che finanziano i partiti nel 2020 si è distinta la società Ripple Labs.
La Ripple, che opera in criptovalute e ha sviluppato il proprio omonimo protocollo di pagamento, ha surclassato tutte le altre società del settore. Con lo scopo di fare chiarezza sulla legislazione riguardante le criptovalute, la Ripple ha elargito finanziamenti notevoli per indirizzare il lavoro dei legislatori.
A parte Ripple, le altre società del settore nel 2020 hanno fatto poca attività di Lobbying.
In base ai dati di cui disponiamo possiamo vedere che:

  •       Ripple Labs nell’anno passato ha fatto lobbying spendendo 690.000 dollari. Tuttavia, malgrado l’ingente esborso, la società non ha potuto evitare la Securities and Exchange Commission.
  •   Coinbase, società di scambio di beni digitali che aspira al titolo di primo exchange americano ad aver emesso azioni, ha speso “solo” 230.000 dollari.
  •   Altre società come Binance.US, Gemini e Kraken invece, non hanno fatto attività di lobbying.

L’attività di Ripple è evidentemente stata molto più intensa e dispendiosa di quella delle altre società del mondo delle criptovalute. Il suo scopo è stato rivolto alla promulgazione di quelle leggi che stabiliscono norme per la regolamentazione degli asset digitali e la loro definizione di titoli. Leggi come il Token Taxonomy Act e il Digital Commodity Excange Act che sono un passo importante nella regolamentazione del mondo economico delle criptovalute. L’emissione di tali leggi ha creato delle criticità in casa Ripple che sono sfociate in un’azione legale intentatagli dalla SAEC.
Tuttavia, se confrontiamo la spesa che Ripple ha fatto per le sue azioni di Lobbying con quella fatta da altre realtà possiamo comprenderne la reale portata.

Facebook, criptovalute e Lobbying

I 690.000 dollari spesi da Ripple non sono nulla in confronto alle spese sostenute dai giganti del web. Un esempio tra tutti: Facebook per l’attività di Lobbying ha speso nei soli ultimi tre mesi del 2020 più di 5 milioni di dollari!
Sebbene la Diem Association di casa Zuckerberg abbia segnalato nel 2020 di non aver fatto attività di lobbying, i fatti sembrano smentirla, almeno parzialmente. La Diem, infatti, dopo un passato di tensione con gli organi legislativi per la regolamentazione, ha ufficialmente interrotto ogni attività di Lobbying. Tuttavia, Facebook nello stesso anno ha rinnovato un contratto da 200000 dollari con la società di lobbisti FS Vector. Lo scopo? Operare sulla legislazione che ruota intorno alla Blockchain. Malgrado in casa Facebook tendano a minimizzare i rapporti con la Diem, sembra proprio una operazione di supporto al loro sistema di pagamento.

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  • Hello, my name is Luke Handt; I am a successful Bitcoin trader, financial analyst, and researcher. I have been studying the market trends for the conventional stock exchange system globally since I was in college.

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